berengo gardin gianni
Socio dal 1954 al 1961
Berengo Gardin Gianni (1930-2025).
Socio dal 01/01/1954 al 1961. Socio Onorario dal 16/10/98. Anche socio del Gruppo Fotografico ‘Il Ponte’. È stato insignito delle onorificenze A.Fiap (1957) e MFI (1988) Inizia ad occuparsi di fotografia sin da giovanissimo fotografando gli aerei dell'aeroporto Nicelli del Lido. Si unisce del tutto occasionalmente al Circolo la Gondola (1950?) che lascia per un certo periodo trasferendosi per lavoro in Svizzera e poi in Francia dove ha modo di incontrare alcuni dei protagonisti della fotografia umanista francese tra cui Willy Ronis suo dichiarato maestro. Tornato in Italia e a Venezia (ca. 1955) ricomincia a frequentare la Gondola da cui si staccherà nel 1961 per partecipare al nuovo sodalizio “Il Ponte”. Nel 1963 anche su suggerimento di Romeo Martinez inizia la sua carriera di fotoreporter collaborando con le maggiori testate nazionali e internazionali (Domus, Epoca, Le Figaro, L’Espresso, Time, Stern ecc.). Il suo modo caratteristico di fotografare, il suo occhio attento al mondo e alle diverse realtà, dall’architettura al paesaggio, alla vita quotidiana, gli hanno decretato il successo internazionale e lo rendono un fotografo molto richiesto anche nel mercato della comunicazione d’immagine. Molte delle più incisive fotografie pubblicitarie utilizzate negli ultimi cinquant’anni provengono dal suo archivio. Procter&Gamble e Olivetti più volte hanno usato le sue foto per promuovere la loro immagine. La sua amicizia con l’architetto Carlo Scarpa gli ha permesso di documentare alcune opere di quest’ultimo, come la tomba Brion vicino Treviso. Berengo Gardin ha esposto le sue foto in centinaia di mostre che hanno celebrato il suo lavoro e la sua creatività in diverse parti del mondo: il Museum of Modern Art di New York, la George Eastman House di Rochester, la Biblioteca Nazionale di Parigi, gli Incontri Internazionali di Arles, il Mois de la Photo di Parigi, le gallerie FNAC. Nel 1991 una sua importante retrospettiva è stata ospitata dal Museo dell’Elysée a Lausanne e nel 1994 le sue foto sono state incluse nella mostra dedicata all’Arte Italiana al Guggenheim Museum di New York. Ad Arles, durante gli Incontri Internazionali di Fotografia, ha ricevuto l’Oskar Barnack - Camera Group Award. Nel 2008 gli è stato conferito il “Lucie Award” alla carriera, il massimo riconoscimento della fotografia americana; sempre nel 2008 l'Università degli Sudi di Milano gli ha conferito la laurea HC in Storia e Critica dell'Arte. Gianni Berengo Gardin ha pubblicato oltre 150 libri di fotografia. Tra gli altri, “Venisedessaisons” (1965) - forse il suo volume migliore - “Morire di classe” (con Carla Cerati), “L’occhio come mestiere”, libri tematici su Toscana, Francia, Gran Bretagna, Roma, “Dentro le case,”“Dentro il lavoro”, Scanno, Il Mondo, “Un paese vent’anni dopo” (con Cesare Zavattini), “In treno attraverso l’Italia” (con Ferdinando Scianna e Roberto Koch), fino al grande libro antologico dal titolo “Gianni Berengo Gardin Fotografo” (1990), “Reportage in Sardegna 1968/2006” (Imago edizioni 2006).
Qualche anno fa ha dedicato il suo lavoro alle comunità di zingari in Italia e il libro “Disperata Allegria - vivere da zingari” a Firenze ha vinto nel 1994 l’Oscar Barnack Award. Nel 2005 la Federazione Italiana Associazioni Fotografiche gli ha dedicato una monografia della collana Grandi Autori. Nel novembre 2007, sempre la FIAF, ha editato la monografia L’Abruzzo dei fotografi, che ospita (anche in copertina) dieci sue immagini dell’Aquila ed un’intervista. È stato membro dell’importante agenzia fotografica Contrasto fin dal 1990. Il 26 settembre 2025 il comune di Milano ha annunciato che il nome di Berengo sarà iscritto nel famedio del cimitero monumentale di Milano.