Bacci Enrico Gigi

bacci enrico gigi

Socio dal 1954 al 1963

Bacci, “Gigi” Enrico (1932-2013)

Diviene socio nel 1954 e subito fraternizza con Gianni Berengo Gardin e Bepi (Giuseppe) Bruno. Rimane sino al 1963 ricoprendo anche la carica di Vicepresidente dal 1961 al ’62, si riassocia nel settembre del 1999. Inizia a fotografare con una Kodak Retinet, grazie alla fotografia fa amicizia con Enzo Chiurlotto, grande appassionato di tecnica fotografica, che lo stimola ad impegnarsi maggiormente: acquista una Photina Reflex 6x6 e poi una Rolleicord nello storico negozio dei Pambakian, proprio il luogo dove si incontrano i soci della Gondola.

Dopo i primi successi ottenuti con le fotografie realizzate in un viaggio al Sud (allora molto di moda tra i fotoamatori) si organizza una camera oscura con un ingranditore Durst 609. Nel 1958 riceve in regalo una Leica IIIb del 1938. Partecipa attivamente alla vita del Circolo sia confrontando la sua produzione fotografica con quella degli altri Soci, sia ottenendo ottimi risultati nei concorsi in Italia ed all’estero.

Nel 1961, all’uscita di Giorgio Giacobbi dal Circolo, si crea una frattura interna tra elementi d’avanguardia (Berengo Gardin, Bruno, Trois, ed altri) ed elementi più conservatori capeggiati da Libero Dall’Agnese.

In questo frangente si prodiga, assieme a Carlo Mantovani, per evitare una scissione e assume provvisoriamente la Presidenza del Circolo, purtroppo senza fortuna. Nel ‘62 avviene infatti la scissione e la fondazione del Circolo Fotografico ‘Il Ponte’, che avrà però breve durata. Si riavvicina al Circolo in occasione di una serata a lui dedicata, nel marzo del 1998, in cui presenta circa 60 fotografie vintage. L’accoglienza è molto calda e nell’autunno successivo comincia a partecipare alle serate del Circolo, riassociandosi.

Ma l’impatto con la “nuova Gondola” è molto problematico. Il suo modo di fotografare, consolidatosi anche sulla scorta dei numerosissimi successi, fatica a ricondurlo a quella che gli viene presentata come nuova fotografia, così lontana dai suoi schemi. Vivere a Venezia aveva sensibilizzato la sua visione verso le cose belle, stimolandolo a cercare quel qualcosa che permettesse di memorizzare per sempre la Città e la sua vita quotidiana, riuscendoci brillantemente.

È stato più volte citato da Giuseppe Turroni, uno dei più importanti critici di cinema e fotografia italiani, nel fondamentale volume “Nuova fotografia italiana” del 1959 ed una sua fotografia è stata pubblicata nel libro “Gli anni del Neorealismo” del 2003 edito dalla FIAF.

La famiglia ha donato l’intera produzione dell’autore all’Archivio.

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