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La Gondola nasce nel 1948, allorché,
acquietatasi la tempesta bellica, si assiste al
germogliare di tutti quei fermenti artistici che
largo ambito troveranno nella corrente
neorealista. Anche in fotografia il rinnovamento
si fa strada, opponendosi ad una visione
idealizzata e "conservatrice" che fa capo ai
fotografi della Bussola.
La Gondola, fondata da Paolo Monti, Gino
Bolognini, Luciano Scattola e Alfredo Bresciani,
si caratterizza per una capacità mediatrice fra
le esigenze formaliste e neorealiste, dando vita
ad una fotografia dal carattere prevalentemente
"lirico realista", senza rinunziare, come in
Paolo Monti, agli echi della subjective
photographie del tedesco Otto Steinert.
Non nacque uno "stile" Gondola, anche se in
Europa si accennò spesso ad una "école de
Venise", tuttavia il consenso ed il successo
crebbero rapidamente e attirarono tutta una
generazione di giovani fotografi che soprattutto
da Venezia traevano l'ispirazione per le loro
immagini.
Fu l'epoca di Fulvio Roiter, Bepi Bruno, Gianni
Berengo Gardin, Elio Ciol, Bruno Rosso, Toni Del
Tin e decine d'altri, ma fu anche l'epoca delle
grandi mostre che fecero conoscere il meglio
della fotografia internazionale grazie
anche alla collaborazione
di Romeo Martinez, direttore della rivista
Camera.
L'inevitabile ricambio di soci non affievolì,
per tutti gli anni '60, le iniziative espositive
né l'attività produttiva contrassegnata sempre
da un impeccabile rigore formale accompagnato
dal consueto lirismo che tuttavia andava
perdendo l'iniziale freschezza.
Nel decennio successivo l'ingresso in Circolo di
una leva di giovani universitari, quasi tutti
provenienti da architettura, costrinse
l'attenzione della Gondola verso una fotografia
d'impianto prevalentemente concettuale e di
minor impatto estetico.
Inoltre riprese fiato la vocazione culturale del
Circolo; grazie al prezioso appoggio di
Lanfranco Colombo della galleria IL DIAFRAMMA di
Milano, furono organizzate in Venezia mostre di
grande rilevanza: la
fotografia Francese dal 1840 ai giorni nostri;
rassegna della Fotografia Svizzera; Avanguardia
Americana, e molte altre ancora.
Nel presente, mentre il sedimento culturale e
critico accumulato costituiscono un patrimonio
inestimabile e motivo di forte attrazione e
riferimento per l'ambito fotografico veneziano,
gli orientamenti operativi impegnano i soci
nella verifica di percorsi di ricerca e
sperimentazione; allo stesso tempo, costante è
l'opera di documentazione della mutevole e
problematica realtà veneziana.
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